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OSTEOPOROSI

Cos'è, come si previene, come si cura

L'osteoporosi (OP) una malattia metabolica dell'osso dovuta alla perdita di massa ossea, che può portare, quando l'osso è molto indebolito, a dolori e fratture spontanee (in assenza di traumi).

Si manifesta maggiormente nelle donne dopo la menopausa, ma può manifestarsi anche negli uomini, soprattutto, se hanno assunto farmaci come il cortisone per un lungo periodo, o siano affetti da altre malattie. Tuttavia il problema principale riguarda le donne che dopo la menopausa perdono un preziosissimo alleato, ossia gli estrogeni, nel combattere la perdita di massa ossea.

E' importante, però, dire che L'OP che può si essere curata, deve essere prevenuta, partendo dall'età infantile ed adolescenziale. Un adeguato apporto di calcio, uno stile di vita corretto, la pratica regolare di sport, in particolare se all'aria aperta, aiutano moltissimo a rendere l'ossso piu' forte e perciò piu' resistente all'attacco dell'età avanzata.

FATTORI CHE PREDISPONGONO ALL'OP: 1)Vita sedentaria, 2) Diete dimagranti e magrezza eccessiva, 3) Fumo, 4) Eccessivo consumo di alcolici, 5) Ridotta assunzione di calcio,6) Malattie (ipotiroidismo, iperparatiroidismo, malassorbimento, iepcortisolismo, malattie del connettivo, alcune neoplasie), 7) farmaci (cortisolo, ormoni tiroidei)

FATTORI CHA AIUTANO A PREVENIRE L'OP:1) Alimentazione corretta e ricca di calcio, 2) vita all'aria aperta, 3) praticare sport, 4) restare sempre nel peso forma e mantenere la massa muscolare, 5) dopo la menopausa assumere sia calcio che vitamina D.

Una volta che l'OP si manifesta è possibile rallentarne gli effetti e contenerne i danni attraverso l'assunzione, non solo di calcio e vitamina D, ma anche di farmaci specifici, che verranno prescritti dal medico, dopo adeguate indagini, come la mineralometria ossea computerizzata, che fornisce una misura, abbastanza precisa della massa ossea e permette anche di seguirne il decorso nel tempo e gli eventuali miglioramenti con la terapia.

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ATTENZIONE AD ALCUNI FARMACI

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Dal 2003 sono apparse in letteratura numerose segnalazioni su una possibile relazione fra terapia endovenosa con bifosfonati sia con acido pamidronico che con acido zoledronico e quadri di osteonecrosi avascolare a carico delle ossa mascellari dovuti principalmente a manovre di avulsioni dentarie e traumi accidentali; tuttavia un certo numero di pazienti non riporta alcuna causa scatenante.

L’effetto anti-angiogenico probabilmente dovuto alla loro capacità di ridurre il livello circolatorio del fattore di crescita vascolo-endoteliale sommato a microtraumi e successivi fenomeni di natura infiammatoria , potrebbe giocare un ruolo importante nel determinare i cambiamenti ischemici responsabili di tale fenomino necrotico osseo.



Il quadro clinico si presenta come un focolaio osteomielitico , singolo o multiplo, che appare nelle fasi iniziali come una banale patologia infiammatoria alveolare, refrattaria alle comuni manovre terapeutiche sia locali che sistemiche; tale focolaio tende ad estendersi alle zone limitrofe fino a manifestarsi con vaste aree di necrosi ; l’osso esposto si presenta di colore giallo-biancastro, circondato da aree mucose fortemente edematose ed arrossate. Il paziente riferisce una sintomatologia algica e conseguente difficoltà all’alimentazione .Vengono riportate anche parestesie cutanee e talora il focolaio necrotico può accompagnarsi ad ascessi ricorrenti.

Le necrosi sembrano interessare soprattutto la mandibola .

Pazienti che assumono tali farmaci, in occasione di appuntamenti dal dentista, devono informarne, possibilmente con un certo anticipo, sia il proprio medico curante che il dentista stesso, il quale, aplicherà un protocollo specifico suggerito dall'Associazione italiana Odontoiatri.
Secondo studio medico:Via Tacito, 7 (zona Cola di Rienzo)00193 Roma RMP.IVA: 09760770587
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