Dr.ssa Paola De Stefanis EndocrinologiaOnline > Endocrinologo Roma | Visita Visita endocrinologica Roma

Cos'è l'endocrinologia

Cos'è l'endocrinologia - Endocrinologiaonline
 
 
L'Endocrinologia è una branca della Medicina, afferente alla Medicina Interna, che si occupa di tutte quelle situazioni fisiologiche e/o patologiche, legate alla funzionalità delle ghiandole cosiddette ENDOCRINE.

La parola ENDOCRINO deriva dal greco "crino"che vuol dire "secerno" e da "endo" che significa "interno", da cui secrezioni INTERNE, ossia nel sangue.
Non sono, infatti, endocrine, tutte quelle ghiandole, come le ghiandole salivari, le cui secrezioni non arrivano nel sangue, bensì nel tubo digerente che è aperto all'esterno, o in altri sistemi (come il sitema linfatico).
Le ghiandole ENDOCRINE producono uno o piu' ormoni che agiscono su altre ghiandole od organi detti "BERSAGLIO", che rispondono all'ormone in questione.
La rottura o alterazione di una o piu "fasi" di questo complesso meccanismo di regolazione porta a disfunzioni e/o  a patologie che possono essere temporanee o permanenti. Qui cercheremo di spiegare le situazioni cui piu' spesso andiamo incontro, senza però tralasciare, situazioni piu' rare e perciò di piu' difficile comprensione, cercando di sfatare alcuni luoghi comuni ed, eventualmente, cercando di dare riposta alle Vostre domande, in maniera semplice e chiara.

LA VISITA ENDOCRINOLOGICA

LA VISITA ENDOCRINOLOGICA - Endocrinologiaonline

Una buona visita endocrinologica, indipendentemente dal problema, consiste, anzitutto, in una  visita medica completa.

S’inizia, infatti, con una buona raccolta anamnestica, ossia con il racconto della storia medica del paziente, considerando sia  il problema attuale, che la storia clinica passata, familiare e fisiologica.

Dopo un’accurata anamnesi, si passa all’esame obiettivo che consiste nel valutare l’aspetto generale (cute, peso, altezza, stato d’idratazione ecc.), cuore, polmoni, addome, pressione arteriosa, più le valutazioni specifiche a seconda dei casi. Ad esempio, in caso di sovrappeso  o obesità, oltre a peso ed altezza, si valuteranno le circonferenze di addome e vita, si calcolerà il rapporto vita/fianchi, calcolo del Body Mass Index (indice di massa corporea) e si eseguirà la plicometria.

Solo dopo aver fatto anamnesi ed esame obiettivo si esamineranno eventuali esami in possesso del paziente e se ne richiederanno altri, se necessario.

DIETE PROTEICHE

DIETE PROTEICHE - Endocrinologiaonline

Le diete proteiche (non iperproteiche !!!), anche dette VLCKD (very low calorie ketogenic diets), rappresentano un importante strumento, per dimagrire, ma hanno dimostrato di essere utili anche nel trattamento di alcune patologie, tra cui il diabete mellito di di tipo II, di cui migliorano nettamente il controllo metabolico, la sindrome metabolica, le  dislipidemie, le varie forme d'insulino-resistenza e l’ipertensione arteriosa associata asovrappeso o obestità. Ultimamente sono utilizzate anche nella terapia di alcune forme di cefalea e in casi di epilessia resistente ai farmaci.

 

L’apporto calorico è compreso tra 800 e 1000 calorie, con ridotto apporto di carboidrati. Per la precisione, l’apporto glucidico è di circa 50 grammi al giorno (non deve superare 1gr +/- 0,1/kilo di peso ideale); l’apporto proteico, per un bilancio azotato equilibrato, è 1,2gr +/-0,2g/kilo di peso ideale, e l’apporto lipidico è di 10 gr. al giorno

 

Questa dieta si articola in tre fasi:

 

1) Fase di dimagramento in chetogenesi (controllata)

 

2) Fase di transizione (nella quale si reintroducono gradualmente i carboidrati e che ha una funzione rieducativa)

 

3) Fase di mantenimento (attraverso il modello di dieta mediterranea) 

 

Vantaggi:

 

1) Assenza di fame (grazie alla chetogenesi) 2) Perdita di peso veloce (da 1 a 2 chili/settimana ) e di centimetri (3-4 cm di giro vita in 10 giorni) anche nelle persone “resistenti” alle diete ipocaloriche bilanciate 3) Perdita di massa grassa con maggiore protezione della massa magra 4) Miglioramento del metabolismo glucidico e lipidico (colesterolo, trigliceridi, glicemia, emoglobina glicata. 5) Non si devono pesare gli alimenti 

 

Svantaggi:

 

1) Costo: devono essere ordinati dei prodotti con un costo medio di 300-400 euro mensili 2) Scarsa palatabilità dei prodotti 3) Non adatta a tutti (alcune patologie rappresentano una controindicazione assoluta).

 

Per ulteriori informazioni, visitate la pagina: http://www.kalibradiet.com/

Le proteine del siero del latte per dimagrire

Le proteine del siero del latte per dimagrire - Endocrinologiaonline


Poiché l'omeostasi dell'ecosistema intestinale è, almeno parzialmente, dipendente dalla dieta, la sua modulazione può essere attivata da componenti alimentari che sono progettati per esercitare un'azione promettente per la salute.

Le proteine ​​del siero di latte sono considerate fattori promettenti perché influenzano la sazietà e il peso corporeo e costituiscono la fonte di peptidi biologicamente attivi che possono modulare lo stato di salute sia localmente che sistematicamente. In questo modo, le proteine ​​del siero di latte possono aiutare a combattere l'obesità.

Uno studio sul modello animale ha stimato l'impatto delle proteine ​​del siero di latte sulla risposta fisiologica dei topi con obesità. La risposta fisiologica è stata valutata a livello intestinale locale, esaminando il microbiota intestinale come uno dei fattori importanti nell'obesità e a livello sistemico, analizzando la risposta dell'organismo.

Le proteine ​​del siero di latte hanno determinato la diminuzione della massa grassa con un aumento simultaneo della massa magra e si sono dimostrate utili per aiutare a ripristinare il numero di bifidobatteri benefici negli animali obesi e il livello di LDL.

Complessivamente, l'integrazione della dieta ad alta percentuale di grassi con proteine ​​del siero di latte ha agito localmente mediante il ripristino dell'ecosistema intestinale, impedendo la disbiosi ed i suoi effetti e ha agito anche sistematicamente rafforzando l'organismo aumentando la massa magra e quindi ostacolando gli effetti negativi dell'obesità.
 

Autori: Swiątecka D1Złotkowska DMarkiewicz LHSzyc AMWróblewska B.P
Fonte: Food Funct. 2017 Apr 19;8(4):1708-1717. Di 
Link della fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28382342
 

Diete Low Carb

Diete Low Carb - Endocrinologiaonline

Gli interventi sullo stile di vita che prevedono sia la dieta che l’esercizio fisicorimangono terapie fondamentali per il trattamento della malattia metabolica.

La restrizione dei carboidrati e l’esercizio fisico hanno dimostrato in modo indipendente il miglioramento della salute cardiovascolare e metabolica. La restrizione dei carboidrati riduce l'iperglicemia postprandiale, limitando così le potenziali deleterie conseguenze metaboliche e cardiovascolari di eccessive escursioni glicemiche.

Prove scientifiche sempre più robuste identificano la restrizione dei carboidrati come strategia ditrattamento dietetico primario per le persone con diabete di tipo 2 (T2D). Più recentemente, le diete a basso contenuto di carboidrati sono riconosciute nelle linee guida terapeutiche per la nutrizione medicale dal’American Dieabetes Asssociation sebbene le linee guida dietetiche ufficiali per gli individui con T2D non sostengano ancora un approccio a basso contenuto di carboidrati.

Rispetto agli interventi dietetici restrittivi calorici standard a basso contenuto di grassi, le diete a risparmio energetico che limitano i carboidrati a meno di 30 g / die hanno dimostrato una maggiore riduzione dell'HbA1c e della massa grassa, oltre a miglioramenti superiori del profilo lipidico. In genere, le diete a basso contenuto di carboidrati non sono esplicitamente prescritte per essere ipocaloriche, ma a causa degli effetti sazianti di proteine ​​e grassi, l'assunzione di energia è spesso inferiore. Così le diete a basso contenuto di carboidrati riducono l'assunzione di energia rispetto al fabbisogno energetico. Inoltre, i benefici delle diete a basso contenuto di carboidrati possono verificarsi senza perdita di peso.

Sebbene non siano stabilite le linee guida ottimali per la restrizione dei carboidrati, una dieta restrittiva di carboidrati generalmente costituisce <30% dell'apporto calorico da fonti di cibo con carboidrati (approssimativamente <130 g / giorno). D'altra parte le diete a basso contenuto di carboidrati, spesso indicate come diete chetogeniche, comportano riduzioni più estreme dei carboidrati inferiori a ~ 30 g / die per consentire la chetosi nutrizionale. La quantità ottimale di carboidrati nella dieta (grado di restrizione dei carboidrati) dipende probabilmente dallo stato di insulino-resistenza dell'individuo. Ad esempio, Cornier et al. hanno riportato una maggiore perdita di peso in individui insulino-sensibili a seguito di una dieta ipocalorica a basso contenuto di carboidrati, mentre è vero anche che gli individui insulino-resistenti con una dieta ipocalorica a basso contenuto di carboidrati migliorano la sensibilità all'insulina e perdono peso. Le implicazioni di questo studio sono degne di nota, dato che oltre il 35% degli adulti sono resistenti all'insulina.

Negli interventi a lungo termine, una dieta a ridotto contenuto di carboidrati appare molto efficace nel promuovere la perdita di peso nei pazienti con T2D. Questa strategia dietetica ha anche dimostrato di ridurre l'adiposità viscerale e il fabbisogno di farmaci negli adulti con T2D. Tali riduzioni di adiposità centrale, insulino-resistenza e iperglicemia sono fondamentali per prevenire lo sviluppo di CVD.

È importante notare che è stato dimostrato che le diete restrittive di carboidrati migliorano il controllo glicemico anche in assenza di perdita di peso così come migliora la composizione corporea e i lipidi nel sangue.

I benefici dell'esercizio per migliorare la sensibilità all'insulina sono ben noti. A questo proposito, l’esercizio ha dimostrato di migliorare rapidamente il controllo del glucosio, la funzione endoteliale e l'idoneità cardiorespiratoria.

In una revisione canadese si riportano le prove disponibili per ogni strategia ipotizzando che la combinazione restrizione dei carboidrati/esercizio massimizzerà sinergicamente i benefici di entrambi gli approcci.

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Autori: Francois ME, Gillen JB, Little JP
Fonte: Front Nutr. 2017 Oct 12;4:49. doi: 10.3389/fnut.2017.00049
Link della fonte: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnut.2017.00049/full

Secondo studio medico:Via Tacito, 7 (zona Cola di Rienzo)00193 Roma RMP.IVA: 09760770587
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